Il trauma cranico, un'epidemia sileziosa

Partono dal palazzo Astoria di Fiorano le iniziative organizzate nel tentativo di creare una sezione modenese dell'associazione per le persone colpite dal problema già attiva nella zona reggiana


FIORANO (MO, 6 apr. 2005) - Parte da Fiorano il tentativo di creare una sezione modenese dell'Associazione Traumi Cranici, già molto attiva nella zona reggiana, in collegamento con il centro di riabilitazione di Correggio. Organizzate dall'Associazione Traumi Cranici della provincia di Reggio Emilia in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Fiorano, venerdì 8 aprile e sabato 9 aprile due iniziative a Palazzo Astoria introdurranno il tema: la prima, venerdì alle 18,30, è un incontro dibattito dal titolo "Accidenti agli incidenti", dedicato in particolare ai fattori di sicurezza.


Parteciperanno il dottor Francesco Lombardi, del centro di riabilitazione intensiva dell'ospedale di Correggio, e Ferdinando Storti per la polizia municipale di Fiorano. Sono invitati studenti, docenti, genitori, educatori, operatori nel settore adolescenziale e giovanile. Sabato, alle ore 20.30, invece si terrà un concerto gospel con "The Flipiti Flops", con ingresso a offerta libera e ricavato destinato a un progetto dell'Atc di Reggio Emilia per una scuola di formazione professionale per giovani con esiti da trauma cranico.


Il trauma cranico è purtroppo un problema ricorrente in molti incidenti. A Modena nel 2002 ci sono stati oltre 4mila incidenti con oltre 6mila feriti. Uno studio quantifica in 50 casi annui il numero dei traumatizzati ricoverati nei centri di riabilitazione intensiva. E se la scienza medica consente di salvare molti di coloro che lo hanno subito, di quello che accade ai traumatizzati, spenta l'eco dell'incidente, sono al corrente in pochi. Il traumatizzato non è un disabile nel senso corrente del termine e per lui non c'è la stessa rete di assistenza e servizi riservata ai portatori di handicap. Spesso anche se all'apparenza ha recuperato la funzionalità, porta invalidità fisiche o cerebrali permanenti e ha diversi problemi, in termini di attenzione, memoria insufficiente, pensiero rallentato, difficoltà di apprendimento e di parola. Oppure fisicamente ha una mano non funzionale, una gamba che trema, la voce difettosa, problemi di epilessia.


Spesso le famiglie tendono ad affrontare il problema da sole, mentre esistono persone e realtà che possono fornire assistenza. Laura Benedetti e Giuseppe Gilli, fioranesi che hanno esperienze familiari di traumatizzati, si mettono a disposizione per dare vita all'associazione modenese. "E' importante la sensibilizzazione – spiegano – attraverso incontri, iniziative pubbliche, momenti ricreativi che sono fra gli scopi dell'associazione Traumi Cranici. E' importante per queste persone la tutela del diritto alla vita sociale e civile. Spesso hanno problemi di reinserimento, anche perché a differenza dei portatori di handicap ricordano com'erano prima e faticano ad accettare la nuova condizione".